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“Musica Jazz” novembre 2010 di Maletto Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet – CD “ Il Tango da Napoli a Buenos Aires” Da quattro anni l’Italian Tango Quartet di Soscia & Jodice persegue il filone del jazz all’argentina , ed ecco ora, al terzo disco, il colpo d’ala: creare una parentela tra il tango e la musica di Napoli. Del resto Jodice viene da lì, ha lavorato con Roberto De Simone, così proprio ad apreire è proprio una suite La gatta Cenerentola del celebre compositore, seguita da un pezzo di Libero Bovio, più tre dei leader stessi. L’operazione convince, non tanto per l’insolita miscela di ispirazioni e stili (il jazz si è ormai mostrato capace di assimilare qualsiasi nutrimento), quanto per la bravura degli artefici, capaci di impossessarsi delle insite melodie e di svolgerle come in un racconto. Squisita in particolare è la fisarmonica di una delle (non poche) brave musiciste che aiutano a crescere il nostro jazz. I quattro ultimi brani sviluppano temi di Astor Piazzolla, da sempre un nume tutelare del quartetto e ancora una volta servito con finezza. “Animajazz” – Pisa di Bruno Pollacci “Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet” concerto del “Lucca Jazz Donna “2010.
“Critica di Musica Classica” 21 settembre 2010 di Marco del Vaglio Giuliana Soscia Tango Sextet concerto del 18 settembre Villa Pignatelli Napoli Le sonorità avvolgenti del Giuliana Soscia Tango Sextet La grande fisarmonicista con il quintetto di archi dell’Orchestra Giuseppe Tartini ha proposto una serie di brani incentrati sui ritmi argentini Graditissimo ritorno a Napoli di Giuliana Soscia,fisarmonicista di caratura internazionale, che si è presentata, nell’ambito della rassegna “Estate nei Musei”con un quintetto d’archi formato da Antonio Cipriani (direttore musicale della compagine e primo violino),Giovanni Panascia (violino), Nicoletta Pignataro (viola),Virginia Fiorini (violoncello) e Tiberio Di Fiori (contrabbasso), tutti solisti dell’Orchestra Giuseppe Tartini, importante realtà di Latina. La serata, svoltasi nella veranda neoclassica di Villa Pignatelli, nell’ambito della rassegna “Estae nei Musei”,ha avuto inizio con Antiche Pietre, brano composto dalla Soscia e appartenente all’omonimo cd pubblicato nel 2009. Si è poi passati a Las Cuatro Estaciones Porteñas di Piazzolla (lavoro molto noto, ma che raramente si ascolta nella sua interezza), in una particolare versione curata dal pianista e compositore jazz Pino Jodice (presente in mezzo al pubblico), che suona e collabora da diversi anni con la Soscia. Al proposito, dall’arrangiamento si evinceva come Piazzolla possa essere considerato uno dei maggiori autori del Novecento, per cui risulta oltremodo riduttivo ricordarlo esclusivamente per i pezzi, indubbiamente interessanti, capaci di adattare i ritmi popolari argentini al gusto europeo. Dopo un breve intervallo è stata la volta di Freedom Tango di Jodice, ispirato al celeberrimo Libertango di Piazzolla, seguito da Ricordando Buenos Aires di Giuliana Soscia, tratto dal recentissimo cd “Il Tango da Napoli a Buenos Aires”, inciso per l’Alfa Music insieme a Pino Jodice (pianoforte), Aldo Vigorito (contrabbasso) e Giuseppe La Pusata (batteria). Nuova incursione nel repertorio di Piazzolla, prima con Vayamos al Diablo, poi con il conclusivo Tres Minutos con la Realidad, che confermavano quanto abbiamo in precedenza affermato riguardo al contributo dell’autore argentino alla musica del secolo scorso, mentre fra i due pezzi veniva eseguito The Last Station di Jodice, brano vincitore del concorso “2 Agosto 2001”, bandito in ricordo della strage di Bologna. Per quanto riguarda gli interpreti, Giuliana Soscia ha dato vita, con le sue sonorità piene ed avvolgenti, ad un’altra straordinaria esibizione, ben sostenuta da un ottimo quintetto d’archi, al quale era richiesto l’improbo compito, svolto magistralmente, di sostituire quegli strumenti (pianoforte, contrabbasso e batteria), che nelle partiture originali accompagnano la fisarmonica. Nel complesso un bellissimo concerto, ricco di forti suggestioni, che hanno trascinato il pubblico, accorso numeroso nonostante una serata contraddistinta da una esagerata serie di eventi musicali concomitanti. “All About Jazz” giugno 2011 Roberto Pavagliniti Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet – CD “ Il Tango da Napoli a Buenos Aires” C'è del feeling tra Napoli e Buenos Aires. Nato da punti di congiunzione evidenti: la gente che le abita e le loro usanze, le sofferenze e la musica che le inebria. Intensa, pregna di significati, ricca di tradizione su entrambi i versanti. Continuando il discorso intrapreso con Latitango e Antiche Pietre Giuliana Soscia e Pino Jodice hanno voluto evidenziare questo aspetto insieme al loro Italian Tango Quartet, unendo sotto l'idioma del jazz le movenze imprescindibili del tango e i ritmi partenopei. Ne è scaturito questo interessante Il tango da Napoli a Buenos Aires, che racchiude quattro splendide rivisitazioni della materia musicale di Astor Piazzolla, tra le quali una toccante "Oblivion," alcuni brani autografi votati a un mood pieno di nostalgia e l'iniziale "Suite Napoli antica," punto di forza dell'intero lavoro: dieci minuti meritevoli di applausi a scena aperta, perché strutturati in maniera intelligente su alcuni spartiti firmati da Roberto De Simone, dove si può apprezzare la caratura espressiva del quartetto, capace di cambiare versante - dallo swing alla tarantella - con esuberanza e precisione. Il tango è oggi di moda, ma qui siamo di fronte a un'espressione di cultura popolare elevata all'ennesima potenza, poco cool e molto verace. Tango a 442 hertz di Giorgio Camaioni “Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet” concerto 14. 01. 2011 CottonJazzClub – Palafolli- Ascoli Piceno Presentando il concerto col consueto asciutto garbo, Sergio D’Auria senza volerlo ci mette su un’aspettativa non esattamente da jazz club: una serata ispirata al ritmo che lega Napoli a Buenos Aires, il tango. Aggiungi che siamo in parecchi a non conoscere il quartetto di Giuliana Soscia e per pigrizia non ci siamo neanche “preparati” a leggere qualcosa. E’ che ci fidiamo. La fiammante entrata in scena di Giuliana, prima ancora di catturarci musicalmente, così ci sorprende e ci affascina. Ma subito tutto è diverso dall’idea frettolosa che c’eravamo fatti, tanto che alle prime note restiamo infossati nelle poltroncine come capita, dimenticando di accoccolarci alla ricerca della posizione più comoda. Tango, è tango. Ma con ritmo binario sempre sostenutissimo, con semibiscrome che si fanno più che in quattro, arroventando le ghise e gli acciai del “pianoforte a coda lunga, nero”. Con le lunghe dita di Giuliana che governano le tastiere (non alla francese, non all’italiana, non all’argentina) della regale “Victoria” come un’orchestra. Con gli altri due musicisti – contrabbasso e batteria – che dopo un paio di pezzi mascherati da turnisti esplodono, anche come solisti, in fantasie impensabili. “Sfida” continua di suoni e ritmi (camorra 1 – 2 – 3, nulla di “delinquenziale” ovvio), pur in esecuzioni chiaramente riconoscibili di Piazzolla e (un po’ meno riconoscibili, per nostra ignoranza) di Roberto De Simone. Mica roba da tangherìe turistiche. Perfino arie rinascimentali in chiave tango, oltre a Libertango in 5/4 (!) e Pino Jodice arrangiatore-autore-direttore-esecutore di pezzi gustosi e travolgenti, specie sulla sezione bassi del pianoforte [che alla fine dovranno mandarlo in officina per l’assistenza…]. Giuliana Soscia con la fisarmonica entusiasma (e intimidisce) anche i fabbricanti “Victoria” di Castelfidardo, sistemati a centro platea. E quando per un po’ passa lei al pianoforte – con Pino Jodice alle prese di una buffa fisarmonica a fiato – capisci pure che quello non è il suo “secondo strumento”. Ecco una serata di alto jazz (in regola con le tradizioni del CottonJazzClub), con la scusa del tango. Una serata di nebbia (fuori) ma di luminosità ardente al Palafolli. Una serata con “alte” vibrazioni: infatti – qualcuno ce lo conferma, ma si intuiva da non so che – i quattro strumenti sono stati accordati più in alto. Su base LA [A] 442 hertz, invece dei canonici 440. Magie dell’accordatura manuale su misura, quando i più s’adagiano sullo standard affidando alla scatoletta digitale i matematici misteri che regolano i suoni. Mi rivela un caro amico [ex cantante di musica colta] che non a caso 442 (e non 440) è la frequenza di risonanza a cui vibra la nostra ghiandola pineale, situata nel cranio vicino agli occhi… proprio dalle parti del “terzo occhio” degli indiani al centro della fronte… e il mistero si complica. Comunque il tango, anzi il tango-jazz, a 442 hertz funziona, e come! 16. 01.. ’11 PGC
Da Napoli a Buenos Aires. Soscia-Jodice Quartet concerto Città Sant'Angelo, Teatro Comunale. 25.3.2011
“JazzColo[u]rs” - Gennaio 2011 di Marco Maimeri Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet – CD “Il Tango da Napoli a Buenos Aires” L’omaggio comprende una suite di brani di Roberto De Simone, tratti dall’opera teatrale “La Gatta Cenerentola”, un tributo a Libero Bovio e quattro composizioni di Astor Piazzolla. In mezzo, un trio di pezzi scritti da Soscia, da Jodice e da entrambi. Gli arrangiamenti invece sono opera del solo pianista e virtuoso di vibrandoneòn — una fisarmonica a fiato — campano. È lui, insieme alla leader, la mente strategica del terzo, emozionante album di questo loro congiunto Italian Tango Quartet. Un progetto, nato dal vivo e confluito poi su Cd, che non perde mai di immediatezza e spontaneità. Lirico e cavernoso il suono della fisarmonica sulla Suite Napoli Antica. Corposo e denso il supporto del gruppo. Il jazz si insinua con leggiadrìa fra le pieghe della composizione come una gatta che sgattaiola fra i panni stesi e le gambe delle lavandaie per non farsi cacciare. Si colgono echi orientali, mediterranei, turchi e napoletani, ma tutto passa per un genuino e teso italian jazz tango. È un omaggio all’arte del maestro De Simone che, infatti, esprime il suo sincero placet nel libretto interno. Toccante anche la serenata di Bovio: l’anima di Pulcinella rivive fra i movimenti di mantice della fisarmonica e le aperture alate del piano. Sottile e partecipe l’apporto della ritmica, caratterizzato da un assolo caldo e grumoso di Vigorito e uno librante e soave di Jodice. Arzigogolato e postmoderno invece il ricordo di Buenos Aires della Soscia: una regina nel congiungere e coniugare le due sponde musicali, argentina e napoletana, dell’oceano-mare tango. Non da meno Migration e Milonga Mediterranea, dove la penna del co-leader porta con sé un maggiore senso della struttura jazzistica e una più spiccata propensione all’arditezza armonica. I ritmi sono frastagliati e ben cadenzati e ricordano a tratti il cangiare cameristico delle suite. Le versioni dei brani piazzolliani, infine, prevedono la sostituzione di Aldo Vigorito con Francesco Angiuli al contrabbasso — anche archettato — e si caratterizzano per i suggestivi ammodernamenti della tradizione rio-platense. Un intenso e struggente finale per un disco brioso e intrigante. “Attik music. com” ***** data di pubblicazione 04/06/2010 di Maggioli Giuseppe Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet – CD "Il tango da Napoli a Buenos Aires" Il cd in questionerappresenta una certa novità nell'immenso mondo musicale italiano. Giuliana Soscia fisarmonica e Pino Jodice al piano, riescono acogliere l'anima del jazz e del tango con quella della musica popolare mediterranea. riproducendola con raffinate melodie ("Suite Napoliantica" e "Serenata a Pullecenella") sempre in equilibrio tra tecnica ed emozioni; brani che costituiscono un paesaggio ben definito("Milonga Mediterranea") o conversazioni poetiche di rara bellezza("Jeanne Y Paul" e "Migration"). Un mix etnico tra i più interessanti,unire il linguaggio jazz e afro-europeo, con la cultura argentina in unpiacevole dialogo tra i due musicisti.Uun viaggio tra mondi paralleli emai lontani che fissano su questo lavoro, armonie libere, il calore del popolo di buenos aires, le etnie che si vengono a trovare su percorsi illimitati, la narrazione dei libri latini e la musica che si trova nelle assolate strade dei barrio....un melting-pot davverointeressante, per un lavoro pregiato, che abraccia armonie sinuose. Tra gli ospiti i bravi Emanuele Smimmo alla batteria ei Contrabbassistialdo Vigorito e Francesco Angiuli, creativi in ogni traccia. Roma in Jazz Aprile 2011 di Fabrizio Ciccarelli Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet - CD "Il tango da Napoli a Buenos Aires" Quando parliamo di tango parliamo spesso di elegia, di pathos declinato negli armonici di unaccordion, di luci e respiri sommessi, di agilità di pensiero musicale e fragilità di misure ritmiche raffinate e concitate, di movenze sospese e di onirismi lunari, di gradazioni tonali spente e riaccese di continuo. Forse è vero che il tango sia una delle forme di vibrazione poetica più malleabili e più pronte a variare ed interagire con linguaggi mistici o visionari o frammentari, come le sensazioni che suscita in chi lo suona, in chi lo balla, in chi lo ascolta. Come ebbe a dire Carlos Gavito, “il segreto del tango sta in quell’istante di improvvisazione che si crea tra passo e passo. Rendere l’impossibile una cosa possibile: ballare il silenzio”. Che il jazz abbia fatto propria l’intuizione di Gavito sembra evidente e che la lettura di questo slancio vitale sia tutt’altro che spenta nelle blue notes appare altrettanto inevitabile: Giuliana Soscia, Pino Jodice ( cui dobbiamo gli arrangiamenti), Aldo Vigorito, Francesco Angioli ed Emanuele Smimmo ne hanno tratto l’essenza estetica dando vita ad inesprimibili trame di sfondo, meditate da intensi solismi e moderni adattamenti ad una realtà tutta mediterranea, la cui”intelligenza” non è tanto nel delineare cromatismi fluttuanti quanto nel far divenire priorità emotiva l’immediatezza dell’intuizione, la libertà compositiva, il senso intimo dell’invenzione come malinconia tanguera e come sostanza lirica mai razionalmente ponderata. I fantasmi timbrici narrano di Jarrett, Corea, Hancock e Burton, ma il centro artistico vibra nello stupore della sospensione del tempo che fu dell’onirico trasmutare dell’inconscio cui diede ritratto impressionista lo straordinario e complesso mondo interiore di Astor Piazzola. E, dunque, se è possibile intuire le dissonanze sussurrate dell’attimo“collettivo”, allora è naturale provarne le dissonanze stilistiche (“Milonga Mediterranea”); se è naturale lasciarsi andare nella meraviglia dell’istante, allora è altrettanto naturale insinuarne l’empatia in variazioni pensose quanto sensuali (“Jeanne y Paul”), incaute come in una notte di pioggia in un barrio illuminato e fumoso, ove trovare tutto ciò che c’è di prezioso in un passo istintivo tra chi il tango lo danza davvero e lo avverte come urgenza vitale: “Ho paura di ritrovarmi con il passato che torna a scontrarsi con la mia vita.Ho paura che le notti, popolate di ricordi,incatenino i miei sogni”( Da “Volver” di Alfredo Le Pera). Tra l’illusione espressiva e la ricerca dell’essenza profonda e libera può trascinare la melodia commossa ed il sogno placato (“Inverno Porteno”),ove il calore dell’animo di Astor Piazzolla torna a declinare note flebili e incantate, forti e trasognate, labili e sussurrate (“Oblivion”) come in un’insperata pace dell’innocenza dei ricordi, nelle parole che ne diede Jorge Luis Borges: “Vivono nelle corde e nella musica / della tenace chitarra operosa / che concerta in milonghe fortunate / la festa e l'innocenza del coraggio (da “Il tango”). Napoli e Buenos Aires sono confini inesistenti, gli unici limiti tra i fusi orari sono quelli che le convenzioni hanno dato per inganno: “ho l’impressione che la mia nascita sia alquanto posteriore alla mia residenza; risiedevo gia qui, e poi vi sono nato” (Jorge Luis Borges). Così com’ è nato il tango, così come è nata la musica, jazz, tammurriata, pizzica, quadriglia, dabka o milonga. Anche in questo caso, dove finiscono le parole, inizia la musica. “Neapolis Jazz Services - stili e protagonisti del jazz” di Francesco Peluso Concerto Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet” concerto a Nick La Rocca Jazzfestival 2009 -- San Giorgio a Cremano (Napoli) La mite serata di venerdì 11 settembre 2009 ha portato sul palco della location centrale del Nick La Rocca (VII edizione) un quartetto capitanato da una bella e talentuosa fisarmonicista, pianista e compositrice: Giuliana Soscia.La rassegna, inserita nel percorso artistico promosso dall'Assessorato al Turismo e Beni Culturali della Regione Campania, ha visto impegnati in questo settimo anno una nutrita schiera di pianisti, che hanno proposto gli ultimi progetti o lavori di imminente pubblicazione. Fra questi, si è distinta la formazione "Italian Tango Quartet" con la presentazione del nuovo disco (Antiche pietre), imperniato sulla frontline pianoforte-fisarmonica di Pino Jodice e Giuliana Soscia, che ha fatto conoscere (nella seconda serata del Jazzfestival sangiorgese), un ammiccante itinerario progettuale e la sensibilità espressiva di un'affiatata coppia di bravi artisti del nostro Bel Paese.Il pianista, direttore, arrangiatore e compositore Pino Jodice, molto conosciuto nel panorama jazzistico italiano, per la sua carriera di bandleader o al fianco di altri nomi di notevole spessore, ha intrecciato una trama armonico-melodica con le suadenti sfumature timbriche della fisarmonica, che è risultata assolutamente gradevole nel suo manifestarsi. La leader del Quartet, dal suo canto, ha rapito l'attenzione del parterre con la struggente affabilità del "tango" che, quando trova la sua naturale declamazione nel magico mantice, si esalta e coinvolge il pubblico al di là delcomune entusiasmo. Il concerto, neanche a dirlo, ha messo in risalto alcune composizioni originali di Giuliana Soscia, che hanno evidenziato l'impronta del maestro Astor Piazzolla,nelle scelte stilistiche, nel travolgente vortice ritmico, nelle atmosfere dense di una velata sensualità. La lezione di Piazzolla è vissuta con rispetto e passione da un gruppo coeso e ben costruito, in cui prevale il rigore formale ed un pizzico di spregiudicatezza,essenziali per il prodursi di un elegante gioco di squadra. Alla già citata valenza solistica di G. Soscia e P. Jodice, si deve annoverare la presenza di una sezione ritmica di indubbia qualità: Aldo Vigorito al contrabbasso e Emanuele Smimmo alla Entrambi, senza timore di essere smentito, hanno contribuito a donare una misurata vivacità ed un affidabile incedere all'andamento delle strutture via via proposte, anche nelle rilevanti esposizioni in solo che hanno offerto in alcune composizioni a firma della brillante fisarmonicista. Dunque, come sopra citato, il repertorio si è articolato quasi esclusivamente nei meandri del "Tango", che dal brano d'apertura Antiche pietre ad un inconsueto Scotish Tango, dalla movimentata composizione La camorra a Freedom Tango, dal più rilassato Passaggio dei delfini al conclusivo Tres Minutos con la Realidad (scrittura di A. Piazzolla), ha lasciato trasparire una sequenza di performances, in cui una garbata sperimentazione ha sapientemente miscelato Jazz, musica popolare italiana e, per l'appunto, il Tango. Giuliana Soscia, in due brani al pianoforte,ha mostrato in ogni contesto esecutivo un raffinato approccio jazzistico, una buona padronanza della scena, un convincente lessico formale, che hanno reso luminosi i circa sessanta minuti di musica. Questa, fluida, ammaliante,estremamente godibile, si è diffusa per la location centrale della bellissima villa vesuviana, avvolgendo letteralmente il pubblico che ha apprezzato lo svolgersi di un concerto dai tratti sostanzialmente non originalissimi ma, al tempo stesso, molto accattivanti. “Jazzitalia” di Alessandro Carabelli Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet - CD “Antiche Pietre” Ad appena un anno dall'eccellente disco d'esordio, "Latitango", Giuliana Soscia & Pino Jodice Italian Tango Quartet si presentano con questo nuovo pregevole lavoro. Un disco su cui aleggia la memoria e l'eredità della musica di Astor Piazzolla, insuperato maestro del nuovo tango argentino, senza però mancare di originalità e di un tocco di assoluta personalità.L'insegnamento di Piazzolla viene qui rivissuto con rispetto e passione da un gruppo eterogeneo, vivace, composto da musicisti di alto livello.Rigore e creatività s'intrecciano in un susseguirsi d'emozioni condotte all'insegna dell'eleganza e dell'estrema cura dei particolari. L'intarsio ben congeniato dei suoni riunisce mirabilmente la calda e sensuale scrittura dei temi, arricchiti dalle molteplici colorazioni della musica classica contemporanea, al vigore e all'estro dell'improvvisazione jazzistica.Le composizioni proposte sono colte, ben strutturate, ottimamente orchestrate, ricche di lirismo e di ardite armonizzazioni che portano l'ascoltatore a non stancarsi mai e a stupirsi dinnanzi a scenari sempre nuovi ed inaspettati: dalla travolgente e passionale "La Camorra" a "Tres Minutos con la Realidad", brano sintesi tra il tango e la musica di Stravinsky e Bartòk, dal bellissimo quanto anomalo tango in 5/4 "Terra del Fuoco" al vellutato jazz waltz "Pantaleon".Le doti tecniche dei singoli musicisti sono notevoli; il pianismo di Jodice sa essere travolgente come un fiume in piena, ricco di swing e di vibrante energia o delicato ed ammaliante come in "Moontango"; Soscia, virtuosa accordionista, sa esprimere tutta l'energia e la passione del tango con leggiadria e naturalezza;Angiuli sa tessere al contrabbasso perfette linee armoniche con precisione esemplare; Smimmo e De Rubeis danno un supporto ritmico fantasioso, un cuore pulsante che riesce a far decollare ogni brano con straordinario dinamismo. Complessivamente, l'ottimo affiatamento del gruppo, il perfetto interplay unitamente all'attenzione prestata alle dinamiche e agli arrangiamenti, pongono questo lavoro senza dubbio tra le migliori produzioni jazz ascoltate, e non solo nazionali. “A proposito di Jazz “ di Gerlando Gatto Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet - CD “Antiche Pietre” Come già altre volte sottolineato, quella di coniugare jazz e tango è una sorta di moda che va avanti oramai da molti anni con risultati piuttosto alterni: la difficoltà è infatti quella di rendere con un linguaggio jazzistico tutto il pathos presente nella musica argentina, soprattutto quando il repertorio scelto è incentrato soprattutto su Astor Piazzolla. In tale contesto uno dei gruppi che meglio riesce ad esprimere compiutamente tale connubio è l’”Italian Tango Quartet” composto da Pino Jodice pianoforte, Giuliana Soscia fisarmonica e pianoforte, Francesco Angiuli contrabbasso e Emanuele Smimmo batteria cui si aggiunge in tre brani, quale ospite, Francesco De Rubeis ancora alla batteria. Il gruppo si misura su un repertorio composto per nove undicesimi da brani originali (scritti per lo più in collaborazione da Soscia e Iodice) con in più due brani non troppo battuti di Piazzolla, “La camorra III” e “Tres minutos con la realidad”. ”Alias” inserto de “Il Manifesto” di Guido Micheloni Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet - CD “Antiche Pietre” GIULIANA SOSCIA & PINO JODICE Il loro Italian Tango Quartet , con Giuliana (Fisarmonica), Pino (Piano), Francesco Angiuli (Contrabbasso), Emanuele Smimmo (Batteria), suona il nuevo tango o meglio ancora un tango-jazz fortemente influenzato dalle composizioni, dai timbri, dalle atmosfere dell’ultimo Astor Piazzolla; benchè musica d’ascolto e non di danza, Antiche Pietre,dedicato programmaticamente a viaggi, luoghi, ricordi, evoca comunque un buon sentore di anima tanghera, che si manifesta soprattutto nei brani veloci e in qualche assolo di matrice boppistica. Eccellente la versione dei poco noti “La Camorra III” e “Tres minutos con la realidad. “Salsa.it “ di Gianfranco Grilli Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet - CD “Antiche Pietre” In testa alla lista delle novità pubblicate da Alfa Music troviamo “ANTICHE PIETRE” di “GIULIANA SOSCIA & PINO JODICE QUARTET”. E’ un’ulteriore produzione che dimostra l’altissimo livello raggiunto da tanti musicisti italiani e, in questo caso, l’originalità nel fondere i linguaggi della musica contemporanea e la tradizione, il tango, il jazz e le musiche africane. Un vero gioiello di note musicali eleganti. “Critica di Musica Classica”concerto all’Auditorium del Museo di Villa Floridiana di Napoli. di Marco Del Vaglio Pregevoli contaminazioni fra ritmi argentini e jazz . All’Auditorium del Museo di Villa Floridiana grande successo del Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet …Il programma era prevalentemente rivolto a brani scritti da Giuliana Soscia e Pino Jodice, contenuti nel recentissimo cd “Antiche Pietre” (Alfa Music Records, distribuzione Egea), caratterizzati da sonorità dove il tango presenta contaminazioni tipicamente jazzistiche.…Un breve sguardo sugli interpreti, per sottolineare innanzitutto la straordinaria abilità, come compositori, arrangiatori ed esecutori, di Giuliana Soscia e di Pino Jodice, con quest’ultimo che ha pienamente sfruttato le splendide sonorità dello Steinway a sua disposizione. Altrettanto all’altezza si dimostravano l’ottimo Aldo Vigorito ed il bravissimo Emanuele Smimmo, che completavano un quartetto quanto mai affiatato, in grado di conquistare il numerosissimo pubblico presente. “MUSICA JAZZ” di Guido Michelone Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet - CD “Latitango” …“Latitango” del quartetto di Soscia e Jodice presenta invece l'ormai proverbiale connubio tra musica argentina e afroamericana : il quartetto basato sull'interplay fisarmonica-pianoforte-basso-batteria si spinge verso un azzeccato e corposo nuevo tango irrorato da linfa jazzistica, con frequenti uscite solistiche, anche nei brani molto strutturati a firma di astor Piazzolla; e i classici Otono Porteno, Libertango, Adios nonino non sono mai banali, come invece accade sempre più spesso con i presunti tangueros italici… “A PROPOSITO DI JAZZ” di Gerlando Gatto Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet - CD “Latitango” – Splasc (H) CDH 2521.2 “SUONI MODUS” di Guido Festinese Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet - CD “Latitango” …Il primo lavoro segnalato ha un titolo monello e calzante: Latitango. Lo pubblica la Spasc(h) Records (avete letto bene: è scritto così), etichetta molto attenta a documentare il jazz italiano. Latitango è opera di un formidabile quartetto riunito attorno alle figure di Giuliana Soscia, fisarmonicista e compositrice bella e brava, e Pino Jodice: la comune frequentazione di studi televisivi per una volta ha sortito la cosa giusta, ovvero un progetto dedicato al tango, ed in particolare alla figura suprema di questa musica, l’indimenticabile Astor Piazzolla. Su dieci composizioni sei sono sue: ma le quattro ideate da Iodice e Soscia certo non sfigurano, per impatto, con le note dell’argentino… “JAZZ CONVENTION” di Fabio Ciminiera Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet - CD “Latitango” L'obiettivo del quartetto è quello di rileggere senza stravolgere, di lasciar trasparire la propria personalità attraverso una interpretazione attenta agli accenti e alle melodie. Lo sguardo ampio alle composizioni di Piazzolla viene proseguito dalle composizioni originali, anch'esse legate in modo preciso alle atmosfere del tango. Il nome del quartetto pone con forza l'accento sul tango, ma anche sulla italianità del progetto. Tutte le dualità che vengono solitamente prese in considerazione - ritmo e melodia; improvvisazione e scrittura - e quelle legate alla particolare natura del progetto - linguaggio personale o tradizionale; pianoforte e fisarmonica - vengono superate attraverso lo sviluppo dell'arrangiamento orchestrale dove gli elementi si confrontano senza elidersi, anzi si valorizzano in modo reciproco e portano sempre varietà alla musica presente in Latitango. “JAZZITALIA” di Elio Marracci Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet - CD “Latitango” Splas(H) Records World Series CDH 2521.2 Registrato nel 2007 dal gruppo "Giuliana Soscia & Pino Jodice Italian Tango Quartet" e uscito nel 2008 per l' etichetta indipendente Splas(H) Records, "Latitango" è un album che miscela sonorità di tango e musica jazz, con il risultato di una contaminazione dalla forte connotazione sperimentale, soprattutto nelle sonorità. Questo quartetto, nato da un'idea della fisarmonicista Giuliana Soscia come risultato di un suo particolarissimo percorso artistico e creativo di molti anni, in collaborazione con Pino Iodice, pianista e compositore jazz, valente arrangiatore e direttore d'orchestra, si completa con Francesco Angiuli al contrabbasso e Francesco De Rubeis alla batteria. Un repertorio interamente dedicato e ispirato al tango argentino con contaminazioni che spaziano dalla musica classica al jazz fino ad arrivare a sonorità contemporanee. L'ensemble dall'ottimo curriculum, vincitore di molteplici premi critici a livello internazionale, composto da musicisti che vantano collaborazioni ad altissimi livelli, ha dato vita a più di un ora di musica in cui l'espressione dei materiali tematici è stata arricchita dal dono della sintesi, particolarmente efficace se si vuole arrivare subito al cuore dell'ascoltatore, senza perdere l'efficacia, né la chiarezza del messaggio. Da quest'opera emerge una band affiatata di indubbia originalità dove il canto spiegato della fisarmonica di Giuliana Soscia, poggia sui morbidi pizzicati del contrabbasso di Francesco Angiuli. Il pianista Pino Iodice sfrutta le doti percussive dello strumento, in concorrenza aperta con il batterista Francesco De Rubeis, musicalissimo elemento trainante del gruppo. Le dieci tracce che compongono la tracklist di questo CD spaziano da "invenzioni" davvero originali sui brani del leggendario Astor Piazzolla, di cui non potevano mancare, in una versione molto particolare, brani famosi come: "Libertango" e "Adiós nonino", dedicata alla morte del padre, ed alcuni pezzi arrangiati in modo grintoso e irruento dal napoletano Iodice e composti dallo stesso insieme a Giuliana Soscia, come "Seventango" e la title track del disco. Scottish National Jazz Orchestra- Featuring Giuliana Soscia on Accordeon - MAC ROBERT ARTS CENTRE, STIRLING – Scotland Rob Adams …Soscia plenty of opportunity to demonstrate her expressive style….a splendid duet between Soscia and her partner, pianist Pino Iodice, who joined her from the stalls… Scottish National Jazz Orchestra- Featuring Giuliana Soscia on Accordeon - QUEEN’S HALL, EDINBURGH - Scotland Kenny Mathieson …with glorious playing from the enlarged band and Italian accordionist Giuliana Soscia…The duet between Soscia and pianist Pino Iodice came closest to the authentic feel of the Argentine's music… POLO DELLA QUALITA’ – Italia di Giorgio Ruberti Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet – concerto“ Il Tango da Napoli a Buenos Aires” Al Polo della Qualità: Giuliana Soscia & Pino Jodice in "ltalian Tango Quartet” Marcianise, 1O luglio 2OO8 Articolo di Giorgio Ruberti Marcianise, giovedì 1O luglio. Secondo appuntamento al Polo della Qualità di Marcianise per la rassegna Polo Jazz Village, che ha visto protagonisti i musicisti del Giuliana Soscia & Pino Jodice Italian Tango Quartet, guidati dalla compositrice Giuliana Soscia alla fisarmonica e dal direttore d'orchestra Pino Jodice al pianoforte. Nella cornice chic del grande cortile dell'ancor più grande centro situato nell'area industriale di Caserta sud, tra passerelle di moda e vetrine di negozi dei migliori marchi del made in Campania, sta avendo luogo questa prima interessante rassegna di musica jazz che ha già visto calcare il palcoscenico il Brad Mehldau Trio lo scorso 5luglio, e che il prossimo giovedi vedrà protagonista il Wayne Shorten Quartet ore 21:30, biglietti acquistabili in loco. Ma veniamo alla serata di ieri, che ha attirato l'attenzione degli appassionati casertani di tango. L'ltalian Tango Quartet è un ensemble dall'ottimo curriculum, vincitore di molteplici premi critici a livello internazionale, e che può vantane apparizioni anche in programmi trasmessi dalla RAl. Aspettative del tutto confermate sin dai primi brani, alcuni dei quali composti e arrangiati dal napoletano Jodice, come Seventango e La trilogia dell'Angelo. Un filo conduttore lega il tango argentino di questo quartetto, italianissimo, alla musica napoletana e al jazz, con il risultato di una contaminazione dalla forte connotazione sperimentale, soprattutto nelle sonorità ricercate da Jodice. ll repertorio, che li ha visti suonane per circa un'ora e mezza, è partito proprio dall'Argentina, con l'esecuzione di molti brani di Piazzola - l'autore da loro preferito - di cui non poteva mancare Libertango, applauditissimo in una versione molto originale con virtuosistico assolo centrale di batteria di Francesco De Rubeis, ma tutti i componenti si sono rivelati davvero ottimi perfonmens. Dalla terra originaria del tango si è poi pervenuti a quella originaria di Jodice, Napoli, con l'esecuzione diversioni jazzate di cinque villanelle del Quattrocento, di canzoni classiche napoletane come Serenata 'e Pullecenella di Libeno Bovio, fino a brani tratti dalla più recente Gatta Cenerentola di Roberto De Simone. Tutti completamente trasfigurati ma, magia del jazz, pur sempre riconoscibili. ANKARA – Teatro dell’Opera di Viola Tizzano Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet concerto“ Il Tango da Napoli a Buenos Aires” ...Il secondo concerto, al Teatro dell’Opera, è stato tutto dedicato al tango con Giuliana Soscia e Pino Jodice Italian Tango Qaurtet. Molto gradito dal pubblico turco addirittura in piedi ad applaudire a fine serata. La suadente fisarmonica della Soscia, accompagnata dal grintoso Jodice al pianoforte, dal pizzico di corde di contrabbasso di Francesco Angioli e dal coinvolgente Francesco De Rubeis alla batteria, ha estasiato con musiche di Astor Piazzola nella prima parte del concerto e un programma dedicato a Napoli nella seconda. A’ serenata e’ pulcinella di Bovio, Suite di Villanelle dalla Gatta Cenerentola di Roberto De Simone e, di Jodice e Soscia, The last station e Latitango... SUCCESSO AD ANKARA -Turchia Adnkronos-Cultura Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet concerto“ Il Tango da Napoli a Buenos Aires” lL "Giuliana Soscia & Pino Jodice ltalian Tango Quartet", interprete dello spettacolo dal titolo "ll Tango da Napoli a Buenos Aines", è stato di scena al Teatro dell'Opena di Ankana. Un vero e proprio successo. I concerti del quartetto coniugano alla tradizione argentina l'influsso della musica italiana e del jazz. La serata è stata la seconda della rassegna "Maggio della Musica", in corso in questi giorni nella capitale turca. ll gruppo ltalian Tango Quartet nasce da un'idea della fisarmonicista e compositrice Giuliana Soscia e dell'arrangiatone e direttone d'orchestra Pino Jodice. ll repertorio e' interamente dedicato ed ispirato al tango, partendo dalle oniginali "lnvenzioni" sui brani del celebre compositore Piazzolla, argentino di origine italiana. L'organico del quartetto e composto da fisarmonica, pianofonte, contrabbasso e batteria. I concerti del "Maggio della Musica" sono a cura dell'Ambasciata d'ltalia e dell'lstituto ltaliano di Cultura di Ankara, con il contributo di <Alenia Aenonautica-Eurofighten Turkey Team> e la collaborazione della Facoltà di Musica e Arti sceniche della Bilkent, della direzione genenale dell'Opera e del Balletto di Stato e della direzione genenale dei Teatri di Stato. Di Pasquale Raimondo CD LATITANGO, tra tango e jazz …Latitango, più che un disco, un vero ponte artistico e musicale fra tango e jazz… TEATRO DELL’OPERA, ANKARA -Turchia di Maurizio Piscitelli Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet concerto“ Il Tango da Napoli a Buenos Aires” Napoli - Ankara Un Maggio di Musica Ankara,3O Maggio 2OOB Articolo di Maurizio Piscitelli Al tango, molto più che una danza, è stato dedicato il secondo concerto, che ha visto sul palco del Teatro dell'Opera il Giuliana soscia & Pino Jodice Italian Tango Quartet. La ripetizione parossistica di pulsazioni ritmiche elementari conferisce ai brani di Piazzola in programma un sapo-re orgiastico, che forse ne attenua l'eleganza, ma ne potenzia la carica vitale. Intensi i momenti in cui i musicisti hanno deciso di svelare il volto mesto del tango, quelli nei quali si smorzano i toni, si placano gli ardori delle percussioni e si dà voce al canto spiegato della fisarmonica di Giuliana Soscia, che poggia sui morbidi pizzicati del contrabbasso di Francesco Angioli, impreziositi dalle luci sapientemente gestite da Salvatore Caccia. Pino Iodice è pianista grintoso, irruente, tutto intento a sfruttare le doti percussive dello strumento, in concorrenza aperta con il batterista Francesco De Rubeis, musicalissimo elemento trainante del gruppo. Nuances jazzistiche e swing mediterraneo si fondono in un gruppo di indubbia originalità, che cerca di sottrarre la musica del Vesuvio alle angherie della oleografia, fra le prime nemiche della città, evidenziando la complessità degli apporti che concorrono a disegnare il profilo della cultura musicale di Napoli, che è terra di incontro, anche di scontro - perchè no? - tra civiltà millenarie che nel dialogo non perdono - anzi rafforzano - la loro identità, per dare vita a nuove fisionomie, nuove forme. La napoletanità, ammesso che esista questa categoria dello spirito, non si annida certo in una pizza e nel mandolino, ma si apre a molteplici letture, è un fenomeno eternamente in progress, come la lava, che scorre, uccide, ma nello stesso tempo crea nuove forme, disegna nuove architetture naturali. Tutta napoletana la seconda parte 41 del programma, piena di espressioni genuine di quella che è ritenuta- a ragione- la cifra della cultura musicale napoletana, la contaminazione. Napoli, terra di contraddizioni, in cui la diversità non si manifesta in distinzioni rigide, bensì in sovrapposizioni e sintesi, trova la sua identità musicale nella straordinaria capacità di unire elementi del jazz e spunti tematici antichi e nuovi, ritmi della sponda Nord dell'Africa e stilemi classici. Doveroso omaggio a Roberto De Simone, che di queste esperienze è pioniere e maestro, una Suite di Villanelle ha riportato alla mente la "Gatta Cenerentola",la composizione che fin dalla sua prima rappresentazione al Festival di Spoleto del 1976 non ha smesso di far discutere e di appassionare quanti vogliono accostarsi alla cultura di Napoli, ai sorrisi antichi e alle effimere gioie del pre-sente di un popolo oggi duramente messo alla prova da infinite storture. La musica di De Simone è l'archetipo di una tradizione che deve difendersi di continuo da presunti paladini che, pur di accontentare il gusto sempre più sciatto e anonimo del pubblico di massa, non esita a deformare contenuti e forme di una storia nobilissima. De Simone a tutto questo si oppone fieramente e con lo sdegno dell'intellettuale, organico sì, ma fesso no, che sa bene che le cose vanno così, ma la storia, il passato non sono in discussione/ occorre solo impegnarsi per difenderli e goderne i benefici effetti. Autentica chicca della serata, il "Latitango" di Jodice e Soscia, in cui l'espressione dei materiali tematici è stata arricchita dal dono della sintesi, particolarmente efficace se si vuole trasformare un discorso in un aforisma, senza perdere in efficacia, né in chiarezza del messaggio. Soddisfatto il pubblico, per una serata "leggera", che di sicuro per una manciata di minuti almeno ha fatto dimenticare i pestilenziali retaggi di chi ha deturpato il volto di Partenope, tutto intento ad amministrare le proprie fortune, a danno degli altri. |
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